Orazio La Corte: “No alla mercificazione dell’acqua, il cui utilizzo deve rispondere ad assoluti criteri di utilità pubblica”

By redazione

GRUPPO CONSILIARE VERDI

COMUNICATO STAMPA DEL 20/11/2009

“No alla mercificazione di un bene comune e prezioso come l’acqua, il cui utilizzo deve rispondere ad assoluti criteri di utilità pubblica”.

Così Orazio LA CORTE, Consigliere Comunale dei VERDI a Sesto San Giovanni ha commentato il DL Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua.

La privatizzazione dell’acqua, imposta con il voto di fiducia alla Camera Dei Deputati è una scelta grave e pericolosa che la maggioranza ha fatto in spregio a qualsiasi valore ma anche a qualsiasi criterio d’efficienza. Questo governo da un lato si lancia ogni giorno in proclami di federalismo spinto e poi nella pratica, come già accaduto con la legge per il rilancio del nucleare, fa approvare norme al Parlamento in cui si espropriano Regioni ed enti locali di qualsiasi autonomia.

Che l’acqua non sia una merce ma un bene comune dovrebbe essere una questione indiscutibile, un valore fondante, invece la si vuole trattare come una qualsiasi commodities, imponendone la privatizzazione.

Il problema della gestione dei servizi pubblici, e dell’acqua in particolare, andrebbe quindi fatto sulla base di una profonda discussione sul tema, in un percorso che porti a un sistema di caduta dei monopoli e delle rendite acquisite, che abbia come obiettivo quello di conseguire risparmio ed efficienza e maggiori garanzie da parte dei benefici che ne possono trarre i cittadini.

Un percorso che è assai diverso da quello intrapreso e che vuole portare ad ottenere una riforma così importante attraverso l’inserimento di un articolo in un decreto che interviene sui ritardi in merito agli adempimenti comunitari, considerando anche il fatto che su questo tema delle gare -contrariamente a quanto è stato detto- l’Italia non ha accumulato nessun ritardo.

«Il Governo si è bevuto la fiducia dei cittadini. Blindando l’acqua nel decreto RONCHI , infatti, l’esecutivo ha dimostrato di essere preoccupato più di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità. La decisione odierna non può che indurci a sostenere la raccolta firme per un referendum abrogativo». Nelle parole del Consigliere Comunale Orazio LA CORTE , la posizione dei VERDI di Sesto San Giovanni in merito ad una decisione che di fatto rende obbligatoria la privatizzazione della gestione dell’acqua.

«RONCHI e FITTO  imbrogliano gli italiani, un obbligo di privatizzazione con queste modalità non tiene conto né di dove il pubblico funziona bene, né dell’interesse dei cittadini, né di migliorare un servizio, né tanto meno della tutela della risorsa idrica. E per di più, a differenza di quanto accade per elettricità, gas o telecomunicazioni, nessuna autorità pubblica ha strumenti o poteri per monitorare quanto accadrà e impedire abusi.

Ad avvenuta approvazione del decreto -continua LA CORTE - il Governo dovrà preoccuparsi di giustificare all’opinione pubblica l’inevitabile aumento delle tariffe. La scusa dei bassi costi in Italia rispetto al resto dell’Europa non regge a fronte dei diversi volumi di investimenti, delle deroghe ai livelli di potabilità, e alla qualità complessiva del servizio».

Orazio LA CORTE
Capogruppo consigliare dei Verdi a Sesto S.G.
E-mail: o.lacorte@sestosg.net

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